Una posizione speciale

Le Isole Pelagie, per la loro posizione geografifica al centro del Mediterraneo, sono un punto di unione e convivenza di flore e faune del bacino orientale, più caldo, e di quello occidentale, influenzato dalle correnti atlantiche. Un altro elemento che gioca un ruolo importante nell'intenso idrodinamismo a cui sono soggette le acque di questa regione è il moto ondoso originato dai forti venti dominanti i quali favoriscono la risalita di acque profonde anche sotto costa richiamate dal riscaldamento delle acque superficiali da parte dei venti meridionali.

Le tre isole concentrano una diversificazione di habitat marino costieri con comunità biologiche peculiari e diversificate che fanno di questo Arcipelago un patrimonio per la biodiversità del Mediterraneo.

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Numerose specie di importanza conservazionistica

Nelle acquee intorno le Isole Pelagie sono regoalrmente presenti numerose specie d'importanza conservazionistica. Troviamo i cetacei, la cui fauna in queste isole ha una grande importanza per il numero di specie che le abitano - i delfini Tursiops truncatus (tursiope), Delphinus delphis (delfino comune), Stenella coeruleoalba (stenella) Grampus griseus (grampo) e Balaenoptera physalus, (Balenottera comune) – le tartarughe marine della specie Caretta caretta che regolarmente nidificano sulle spiagge di Lampedusa (Spiaggia dell'Isola dei Conigli) e Linosa (Spiaggia di Pozzolana di Ponente) e gli squali Carcharhinus plumbeus (squalo grigio) che per ragioni comportamentali ogni estate si radunano intorno all'isolotto di Lampione .

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 L'Istituzione dell'Area Marina Protetta

L' Area Marina Protetta Isole Pelagie è stata istituita con Decreto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 21 Ottobre 2002 (GU n. 14 del 18-1-2003) e fonda il proprio obiettivo prioritario nella protezione della flora, la vegetazione marina, la fauna con particolare riguardo a rettili e mammiferi marini e nella tutela delle risorse biologiche e geomorfologiche dell'area.

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La Mission

  • protezione ambientale;
  • protezione della flora, della fauna e della vegetazione marina con particolare riguardo ai mammiferi e rettili;
  • tutela e valorizzazione delle risorse biologiche e geomorfologiche della zona;
  • diffusione e la divulgazione della conoscenza dell'ecologia e della biologia degli ambienti marini e costieri e delle peculiari caratteristiche ambientali e geomorfologiche della zona;
  • effettuare di programmi di carattere educativo per il miglioramento della cultura generale nel campo dell'ecologia e della biologia marina;
  • realizzare programmi di studio e ricerca scientifica nei settori dell'ecologia, della biologia marina e della tutela ambientale, al fine di assicurare la conoscenza sistematica dell'area;
  • la promozione di uno sviluppo socio-economico compatibile con la rilevanza naturalistico-paesaggistica dell'area, anche privilegiando attività tradizionali locali già presenti.

La zonazione

L'Area Marina Protetta è suddivisa al suo interno in diverse tipologie di zone denominate A, B e C.

L'intento è quello di assicurare la massima protezione agli ambiti di maggior valore ambientale, che ricadono nelle zone di riserva integrale (zona A), applicando in modo rigoroso i vincoli stabiliti dalla legge. Con le zone B e C si vuole assicurare una gradualità di protezione attuando delle eccezioni (deroghe) a tali vincoli al fine di coniugare la conservazione dei valori ambientali con la fruizione ed uso sostenibile dell'ambiente marino.

Le tre tipologie di zone sono delimitate da coordinate geografiche e riportate nella cartografia allegata al Decreto Istitutivo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

zonazionelineare

Zona A (nella cartografia evidenziata con il colore rosso), di riserva integrale, interdetta a tutte le attività che possano arrecare danno o disturbo all'ambiente marino. La zona A è il vero cuore della riserva. In tale zona sono consentite unicamente le attività di ricerca scientifica e le attività di servizio (unica eccezione la Zona A dell'Isola dei Conigli dove è consentita, anche se regolamentata, la balneazione).

Zona B (nella cartografia evidenziata con il colore giallo), di riserva generale, sono consentite e regolamentate, una serie di attività che, pur concedendo una fruizione ed uso sostenibile dell'ambiente influiscono con il minor impatto possibile.

Zona C (nella cartografia evidenziata con il colore azzurro), di riserva parziale, rappresenta la fascia tampone tra le zone di maggior valore naturalistico e i settori esterni all'area marina protetta, dove sono consentite e regolamentate, oltre a quanto già consentito nelle altre zone, le attività di fruizione ed uso sostenibile del mare di modesto impatto ambientale. 

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